Motivazione per raggiungere i tuoi obiettivi

Perché è importante la motivazione per raggiungere i tuoi obiettivi?

Durante il corso della storia, l’essere umano ha attraversato periodi difficilissimi che lo hanno messo a dura prova su tutti i fronti. Nonostante tutto non si è mai dato per vinto e il fatto che oggi siamo qui ne è certamente la prova.

Come è stato possibile tutto ciò?

In una parola, la MOTIVAZIONE.

Ciò che ha spinto e che spinge tutt’ora l’umanità a non arrendersi e superare sempre nuovi orizzonti è proprio la motivazione dei singoli individui. Gli individui collaborando sono in grado di creare cose grandiose, dagli acquedotti dell’antica Roma Imperiale fino al World Wide Web.
In psicologia, la motivazione è l’espressione delle ragioni che inducono un individuo a compiere una determinata azione. Può anche essere definita come l’insieme dei fattori dinamici aventi una data origine che spingono il comportamento di un individuo al raggiungimento di un particolare obiettivo. Viceversa, ogni atto che viene compiuto senza motivazione rischia di fallire.

Vedi le prime 5 lezioni GRATUITE del corso “Come raggiungere obiettivi quasi impossibili” di Alex Bellini, l’uomo che ha attraverso il Pacifico a remi per più di 35.000 km!

I bisogni dell’essere umano

Negli anni ’50, lo psicologo americano Abraham Maslow ideò una rappresentazione grafica dei bisogni fondamentali dell’essere umano. Strutturata a forma di piramide, essa identifica sei fasi di crescita, successive e consecutive, tutte incentrate sui bisogni, dal più semplice (base) al più complesso (vertice):

  1. Fisiologici: idratazione, alimentazione, minzione, defecazione, igiene;
  2. Sicuri: ricerca di contatto e protezione;
  3. Di appartenenza: desiderio di far parte di una formazione sociale (famiglia, gruppo amicale);
  4. Di stima: esigenza di avere un riscontro sul proprio apporto e sul proprio contributo;
  5. Indipendenti: autonomia, realizzazione e completezza del proprio contributo;
  6. Bisogni di auto-realizzazione: essere partecipe con il mondo.

Se c’è un aspetto della vita in cui la motivazione è essenziale, questo è senza ombra di dubbio l’attività lavorativa. Questa necessita di sforzi costanti per essere migliorata e resa davvero profittevole. A maggior ragione, nel lavoro di squadra, la motivazione rappresenta un aspetto estremamente delicato. Il raggiungimento dell’obiettivo finale è possibile solo se i membri della squadra condividono delle motivazioni comuni.

Vedi le prime 5 lezioni GRATUITE del corso “Come raggiungere obiettivi quasi impossibili” di Alex Bellini, l’uomo che ha attraverso il Pacifico a remi per più di 35.000 km!

L’aspetto economico e l’aspetto umano

Quali motivi può avere in comune un gruppo di lavoro? Senza ombra di dubbio, una delle prime motivazioni che spinge gli individui a lavorare è la necessità di avere un sostentamento economico che sia in grado di soddisfare i bisogni primari. Un esempio può essere mangiare, bere e avere un posto dignitoso in cui vivere. Per alcuni questa è già una motivazione sufficiente, ma per altri no.

Infatti, tenendo conto della piramide di Maslow ci sono dei bisogni più “profondi” rispetto al mero soddisfacimento dei bisogni primari. Ciò avviene anche all’interno del mondo del lavoro, in cui, in certi casi, la motivazione spinge determinati individui a fare una data attività. Queste attività sono finalizzate al raggiungimento di molteplici obiettivi diversi tra loro.

Tutti noi abbiamo dei talenti e degli interessi particolari, in quanto ciò fa parte della natura umana. Se c’è una cosa che dà veramente soddisfazione è poter sfruttare i propri talenti per fare ciò che veramente ci interessa. Prendiamo come esempio un “hobby” qualsiasi, magari lo studio di uno strumento musicale come la chitarra elettrica. Può essere scontato, ma per iniziare lo studio di questo strumento occorre prima di tutto comprarlo. Eccetto i casi in cui si decida di studiare da autodidatti, ci sarà poi anche il costo dell’insegnante da sostenere.

In ogni caso, sia per l’aspirante musicista autodidatta che per quello che ha deciso di frequentare un corso vero e proprio, ci sarà un fattore in comune: entrambi dovranno dedicare tempo ed energie allo studio dello strumento.

A volte può sorgere la domanda: “come mai una persona spende soldi, impiega tempo ed energie per fare un qualcosa che non viene retribuito?”. Lo fa semplicemente per un puro interesse personale innato, cioè quella persona sa che svolgendo quella determinata attività entrerà in uno stato di benessere psicologico tale per cui diviene inutile domandarsi “perché” si sta facendo quella determinata cosa. La stessa esigenza innata spingerà poi la persona a migliore quanto più possibile i risultati della sua attività, il tutto avvalendosi più o meno consciamente del ciclo di Deming.

Fasi del ciclo di Deming

Se prendiamo in considerazione le 4 fasi del ciclo di Deming e le applicassimo allo studio di uno strumento, potremmo stabilire che:

  1. Nel corso della fase “Plan” vengono stabiliti gli obiettivi: imparare a suonare lo strumento per essere in grado di eseguire determinati brani o determinati generi musicali. Questo naturalmente sarà possibile solo grazie ad un piano di studio accuratamente elaborato, che consisterà nello svolgere quotidianamente determinati esercizi;
  2. Nella fase “do”, il nostro aspirante musicista metterà in pratica quanto elaborato nella fase precedente, avendo cura di analizzare giorno dopo giorno il suo modo di suonare.
  3. Arriva la fase “check”: il nostro aspirante musicista si chiederà: “Sto suonando bene? Sto facendo progressi?”
  4. Tenuto conto della fase precedente, nell’ultima fase “act” il nostro aspirante musicista si troverà di fronte ad un bivio: se la risposta alla domanda della fase “check” è “Sì, sto suonando bene e sto facendo progressi” proseguirà il suo piano di studio incrementando di volta in volta la difficoltà tecnica degli esercizi in modo tale da acquisire, se invece la risposta è “no”, ecco che dovrà ripetere accuratamente tutti gli esercizi svolti nella fase “do”, in modo da poter passare brillantemente la fase “check”.

Vedi le prime 5 lezioni GRATUITE del corso “Come raggiungere obiettivi quasi impossibili” di Alex Bellini, l’uomo che ha attraverso il Pacifico a remi per più di 35.000 km!

Esempio motivazioni attività lavorativa

Ritornando alle motivazioni che spingono una persona a compiere una determinata attività lavorativa, potremmo fare l’esempio di un chitarrista famoso che tutti conoscono, Eric Clapton.
Clapton è musicista di professione, questo significa che l’attività necessaria per soddisfare i bisogni primari coincide con l’attività che svolge per un puro interesse personale. In questo caso specifico, possiamo considerare due cicli di Deming paralleli: i risultati economici di tale attività si corroborano a vicenda con i risultati artistici, creando un vortice che porta inevitabilmente al successo.

Cosa hanno in comune tutti i professionisti di grande successo, sia economico che umano? A loro piace da matti ciò stanno facendo, la possibilità di ottenere ottimi guadagni è solo una conseguenza che viene dopo. Facciamo l’esempio di Eric Clapton: all’inizio della sua carriera era indubbiamente in condizioni economiche assai precarie. Se dovesse subire ora un tracollo finanziario, di certo non smetterebbe di suonare la chitarra.

Un altro esempio? Beh, come non citare Steve Jobs, fondatore di APPLE. Ha avuto un’infanzia non semplice e durante la sua gioventù ha fatto i lavori più umili e disparati per potersi garantire la possibilità di portare avanti una delle sue più grandi passioni: l’informatica. Steve Jobs era già appassionato di informatica prima che venisse istituito il colosso APPLE, lui amava già quello che faceva, e non lo amava perché era diventato ricco. La sua motivazione primaria non era tanto l’aspetto economico, ma quello personale umano.

Il fatto che dalla sua passione sia nato un business di successo è solo una conseguenza dell’aver lavorato sodo sulle proprie passioni, senza mai darsi per vinti, e infondendo a tutto il suo team di lavoro le stesse motivazioni.

Business model: prima di tutto una sfida verso se stessi

Nel mondo degli affari, è interessante analizzare un concetto molto particolare, il modello di business (conosciuto anche come “business model”).

Esso non è altro che l’insieme delle soluzioni organizzative e strategiche attraverso le quali l’impresa acquisisce vantaggio competitivo. Potremmo dire che esso rappresenta una “sfida” vera e propria di alto valore motivazionale.

Esempio IKEA

A questo livello, la competizione avviene prima di tutto con sé stessi, con le proprie idee e in un secondo momento con la “concorrenza”.
Un esempio su tutti è senza dubbio il colosso IKEA: il fondatore Ingvar Kamprad e la sua squadra hanno lanciato a loro stessi una “sfida”: rivoluzionare il mondo dell’arredamento.

Fino a poco tempo fa, chiunque avesse voluto arredare una stanza, doveva necessariamente recarsi in falegnameria, scegliere i mobili di suo gradimento, e infine attendere che una squadra di operai li montasse.
Qual è stata la “sfida” di IKEA? Non è più l’azienda a dover montare mobili a casa del cliente ma lui se li monta da solo, risparmiando tempo e soldi. Perché mai una persona, dopo aver acquistato un mobile dovrebbe anche montarselo da sola? Oltre al lato economico c’è indubbiamente anche il lato umano: oltre a risparmiare sul prezzo finale, montare i mobili può essere addirittura divertente.
Questa è stata la vera “sfida” di IKEA, realizzare dei mobili di buona qualità e design accattivante, che possono essere montati e assemblati da chiunque. Quindi anche da chi non è falegname di professione, il tutto garantendo una vantaggio economico finale.

La motivazione è alla base di qualsiasi azione umana e la nostra attività lavorativa ne è influenzata in modo importante. Più sono profondi i bisogni che vogliamo soddisfare, più forte sarà la motivazione che ci spingerà ad agire, e più forte è la motivazione, maggiori saranno i risultati e quindi le soddisfazioni che potremo ottenere.

Vedi le prime 5 lezioni GRATUITE del corso “Come raggiungere obiettivi quasi impossibili” di Alex Bellini, l’uomo che ha attraverso il Pacifico a remi per più di 35.000 km!