Karl Lagerfeld è morto. La notizia che non avremmo mai voluto sentire è arrivata.

Il celebre stilista conosciuto come il Kaiser (imperatore tedesco) è morto, ne è stata data notizia attraverso un comunicato proveniente da Parigi.

STORIA

Chi era Karl Lagerfeld?

Karl Lagerfeld nasce ad Amburgo nel 1933, muore oggi, 19/02/2019 all’età di 85 anni.

Celebre per esser diventato il direttore creativo di due aziende della moda diventate leggendarie, Fendi e Chanel.

Suo padre, riuscì ad ottenere una grande fortuna nella sua vita, grazie alla vendita del latte in scatola in tutta Europa. Questo permise al Kaiser di andare a studiare all’età di 12 anni alla scuola di alta moda a Parigi. La sua storia è quella di un giovane ragazzo appassionato della moda che è riuscito a trarre vantaggio da qualsiasi occasione gli sia capitata davanti la sua strada.

Nel 1954 vince il neonato Woolmark Prize, antesignano dei premi di moda tanto in voga oggi con un bozzetto di un cappotto, l’altro talento emergente con cui deve condividere il titolo è Yves Saint Laurent. 

La sua carriera è ormai in rampa di lancio.

Nel 1958 lavora per 4 anni con Jeanne Patou, dove creerà ben 10 collezioni.

Qui il suo genio creativo prende forma, inizia a creare collezioni diverse dal solito.  Le sue donne sono eteree, bohémienne e sexy ma di sicuro sono vere e vestite al tempo con i passi, con la realtà che le circonda.

Nel 1960 in contemporanea a questi progetti stringe un accordo con l’azienda romana di moda, Fendi.

Senza nessun timore difendeva i diritti degli animali, compì una rivoluzione nell’ambito delle pellicce. Creò delle linee con prodotti che sarebbero stati più leggeri, con nuove forme e colori.

Fece fare molti passi in avanti alla società di moda Fendi, lanciò diverse linee di vestiti, borse e valigie. Inventò anche il logo di Fendi.

Nel 1983 a 10 anni dalla morte di Coco Chanel, gli viene chieste di prendere in mano la maison, per riportarla ai fasti di un tempo.

I suoi amici lo implorano di non farlo, di non impelagarsi in un progetto così complesso come quello. Chanel in quegli anni secondo molti, avrebbe potuto fallire in poco tempo, era qualcosa di superato nell’ambito della moda.

Lui, però, era testardo, decise quindi di imbarcarsi in questo progetto. Riuscì a risollevare le sorti dell’azienda e riportarla al successo.

Riuscì a dare una nuova luce agli abiti da uomo, utilizzò nuovi materiali nell’ambito della moda come il lattice, pelle e il neoprene.

Investì molto nella cultura, era proprietario infatti di innumerevoli biblioteche. Creò anche una sua casa editrice a Parigi.

Nel 2001 perse ben 41 kg abbandonando tutto il cibo spazzatura e decise di raccontare la sua storia con un libro. Perchè? Perchè degli abiti di Hedi Slimane che adorava non erano adatti al suo vecchio fisico.

Creò infine anche una collezione di moda “popolare” con l’azienda H&M nel 2004. Al di fuori dei grandi negozi H&M si crearono grandi code per accaparrarsi i suoi capi.

Considerava gli animali parte del suo percorso di vita, erano allo stesso livello degli uomini. Si presentò in diverse sfilate con il suo gatto, si dice che il gatto volava con uno dei migliori veterinari in circolazione in un volo privato, per raggiungere Karl in ogni posti in cui avrebbe tenuto una sfilata.

PENSIERO

Il suo carattere è particolare, anticonformista, non si fa abbattere mai da nessuno. Viene criticato spesso durante la sua vita ma prosegue nonostante tutto. Viene accusato di scegliere solo modelle magrissime, lui si difende dicendo che le modelle troppo formose non sono mai piaciute a nessuno. Dichiara di odiare le discussioni intellettuali perchè l’unico parere a cui dà importanza è il suo. Non ha avuto sicuramente un carattere facile, ma è stato sempre sicuro delle sue scelte.

DICONO DI LUI

“Quello che Andy Warhol era per l’arte lui lo era per la moda. È insostituibile. È l’unica persona che poteva rendere il bianco e nero pieno di colore. Gli sarò eternamente grata» –Claudia Schiffer

“Sono profondamente addolorata perché oggi abbiamo perso un uomo unico e un designer senza uguali, che ha dato così tanto a Fendi e a me stessa. Ero solo una bambina quando ho visto Karl per la prima volta. Il nostro rapporto era molto speciale, fondato su un profondo e genuino affetto. Tra noi c’era un grande apprezzamento reciproco ed un rispetto infinito. Karl Lagerfeld è stato il mio mentore e punto di riferimento. Bastava uno sguardo per comprendersi l’un l’altro. Per me e per Fendi, il genio creativo di Karl Lagerfeld è stato e sarà sempre la luce guida che ha plasmato il DNA della Maison. Mi mancherà moltissimo e porterò sempre con me i ricordi dei giorni passati insieme”. – Silvia Venturini Fendi

“Disegno come respiro. Non chiedi di respirare, accade e basta. E se non riuscissi a respirare, sarei nei guai”. – Karl Lagerfeld