Gig economy: come cambiano le regole del mercato

Il Coronavirus ha messo alla prova moltissime aziende, ha causato una crisi economica senza precedenti. In un mercato sempre più imprevedibile si è sviluppata sempre con più forza la Gig Economy.

La Gig Economy è l’economia dei lavori a progetto. In questo sistema di mercato le aziende assumono lavoratori indipendenti, generalmente per impegni a breve termine. La parola “Gig” significa “concerto“, questa parola nel gergo americano viene utilizzata per indicare un tipo di lavoro che ha una durata limitata.

Nel 2020 secondo alcune stime provenienti dallo studio di Intuit, circa il 40% dei lavoratori americani farà parte della Gig Economy. Stiamo parlando di una fascia di lavoratori molto ampia. Questo fenomeno è destinato a diffondersi a macchia d’olio in tutto il mondo e anche in Italia potrebbe trovare grande spazio.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il modo di lavorare dei freelance

Spesso quando si parla di Gig economy e di freelance, molti credono che ci si riferisca solo ed esclusivamente ai fattorini che lavorano su JustEat o su altre piattaforme che consegnano il cibo. La realtà è ben diversa.

Il mondo dei freelance è molto variegato ed è possibile incontrare figure che lavorano in proprio in qualsiasi ambito.

I freelance infatti possono agire in moltissimi ambiti come: scrittura, traduzione, programmazione, grafica, musica e così via, non c’è alcun limite.

Differenze fra freelance e dipendente

La prima differenza tra un freelance e un dipendente è che il primo non ha un capo, non deve sottostare alle regole di nessuno e può decidere di lavorare quando vuole e dove vuole.

Le competenze del freelance nella maggior parte dei casi sono molto verticali, quindi ha una conoscenza approfondita del settore in cui lavora. Se ad esempio ti rivolgi ad un copywriter saprà scrivere alla perfezione dei testi che permettono al tuo business di incrementare le vendite. Se invece ti rivolgi ad un esperto grafico freelance probabilmente sarà in grado di occuparsi di tutta la grafica del tuo sito e delle tue pagine social.

I dipendenti spesso e volentieri svolgono dei lavori alienanti e standardizzati, sono facilmente sostituibili dall’azienda e hanno paura ad esporsi e prendere iniziativa perché temono che il loro lavoro possa essere a rischio.

Il freelance dato che non ha un contratto di dipendenza con il datore di lavoro, quando viene contattato non ha paura ad esporre il suo pensiero e a cercare una soluzione alle problematiche aziendali.

Vantaggi per un’azienda nel lavorare con un freelance

Andiamo nel dettaglio…

Quali sono i vantaggi per un’azienda nel lavorare con un freelance?

Il pagamento è a progetto, quindi il freelance viene pagato per la sua prestazione.

Il freelance non è dipendente dell’azienda, proprio per questo non deve sottostare alla disciplina contrattualistica relativa ai dipendenti. Le aziende quindi possono pagare semplicemente la prestazione senza doverlo assumere.

Le aziende quando si rivolgono ad un freelance non interagiscono con una persona con competenze orizzontali, quindi che ha una conoscenza di qualsiasi settore in modo superfluo. La conoscenza è verticale, proprio per questo il freelance può essere considerato un esperto che viene chiamato per risolvere un problema.

L’azienda inoltre non deve investire in formazione, proprio perché il freelance nell’ambito in cui agisce è già formato. Questo permette all’azienda di risparmiare molto denaro. Strutturare un business plan quindi dove si prevede la figura di collaboratori come freelance non sarebbe di certo un’idea sbagliata.

Tutela dei lavoratori nella gig economy

Questa è la più grande problematica a cui vanno incontro questi lavoratori. Dato che non sono dipendenti infatti non possono ottenere le agevolazioni che spettano a questa categoria, come quelle sanitarie o la pensione.

Un rimedio per regolarizzare questa tipologia di lavori sarebbe l’apertura di una partita iva, in questo modo il freelance diventa a tutti gli effetti un libero professionista.

Ovviamente per alcuni lavori come quello del fattorino che porta le pizze, dato che riceve uno stipendio molto basso aprire partita iva non sarebbe molto vantaggioso. Queste persone molte volte si trovano in un limbo in cui devono decidere se continuare a lavorare in questo modo o trovare un’altra tipologia di lavoro come lavoratore dipendente.

Spesso però essere assunti anche con contratti a tempo determinato da un’azienda diventa davvero difficile. Proprio per queste ragioni sono sempre di più le persone che ricorrono a questa forma di lavoro.

Qual è il futuro della gig economy

Sembra che la gig economy è destinata a diffondersi sempre più velocemente. Avranno anche un ruolo fondamentale i politici che dovranno adattare le leggi a queste nuove tipologie lavorative. I politici dovrebbero tutelare con delle leggi sia il lavoro di questi dipendenti che delle aziende.

Ovviamente ancora non c’è una soluzione a questo problema. I freelance che hanno dei margini di guadagno alti possono però aprire p.iva e regolarizzare il loro lavoro. I freelance possono ottenere guadagni molti elevati dalla loro attività se sanno utilizzare al meglio internet. Pensa ad esempio ad un programmatore che lavorando come freelance potrebbe offrire servizi a persone in diverse parti del mondo.

Se sei ad esempio un musicista potresti vendere i bit, le basi di nuove canzoni e creare un business di questo tipo.

Il mondo freelance porta dei vantaggi innegabili, come la possibilità di lavorare online da qualsiasi parte del mondo. La maggior parte dei freelance ha infatti bisogno semplicemente di un computer e una connessione Internet.

Lavorare su una spiaggia oppure in posti sempre diversi con visuali uniche non è di certo un sogno.

Che influenza ha il coronavirus sulla gig economy

I freelance che lavorano online sono una delle poche fasce che non solo non ha subito i danni derivanti dal Coronavirus ma ha ottenuto anche dei maggiori benefici.

Le persone infatti durante il periodo di quarantena tendono a navigare molto di più online e ad acquistare prodotti o servizi. I freelance lavorando online possono interagire con abitanti in qualsiasi zona del mondo e possono sfruttare i momenti in cui la società è “off” per ottenere dei maggiori guadagni.

Per un’azienda è positivo collaborare con i freelance perché molte volte lavorano anche nei weekend e soprattutto indipendentemente da quel che succede nel mondo esterno. Se nel mondo c’è una pandemia, come quella di oggi, le persone che operano nella gig economy continuano a lavorare,  è un mercato molto difficile da fermare.

Il curriculum serve davvero?

Questa è la domanda a cui molti ancora non si sanno dare una risposta. Serve il curriculum?

Beh, tutto fa credere che il curriculum in futuro avrà una rilevanza sempre minore. Gli imprenditori quando hanno bisogno di assumere qualcuno che opera nella gig economy vogliono semplicemente ottenere dei risultati. Per decidere se collaborare con un freelance piuttosto che con un altro vedono se ha fatto altri lavori di quel tipo e se ci sono delle recensioni sul suo lavoro.

Molti freelance operano su piattaforme, dove è possibile visualizzare le recensioni di altre persone che hanno collaborato con loro.

Se ci pensi, non sempre ad un curriculum ricco di attività corrisponde un’esperienza davvero effettiva in un settore. Ci sono persone che seguono corsi di laurea, corsi privati o qualsiasi altra tipologia di formazione solo per ottenere il famoso “attestato”. Se stai agendo con questo modo di pensare stai in alto mare. Quando decidi di seguire un percorso di formazione lo devi fare solo ed esclusivamente per te e per acquisire nuove nozioni.

Come lavorare nella gig economy?

Lavorare in questa tipologia di economia può essere molto semplice se ti sai muovere su Internet. Ci sono infatti diverse piattaforme che ti permettono di sviluppare i tuoi gig e quindi collaborare con persone di tutto il mondo.

Alcune di queste piattaforme sono: freelancer, upwork, fiverr e addlance.

E’ ora di sviluppare le tue idee, creare un business plan per dare una forma a queste e infine circondarti di collaboratori che possono aiutarti a raggiungere risultati eccellenti!

Oggigiorno ti consiglio di percorrere una di queste due strade se ancora non hai un lavoro:

  • Entrare nella Gig Economy: iniziare a lavorare prima come freelance e poi come libero professionista con partita iva nel settore in cui sei esperto;
  • Creare una startup che possa agevolare la connessione fra persone che operano in questo mondo e che possa migliorare l’esperienza lavorativa.