Come creare una start up: da zero a uno

Oggigiorno sentiamo sempre più spesso parlare di START UP, ma di cosa si tratta esattamente? In parole molto semplici, consiste nell’ ”avvio” (“To start up” viene tradotto in italiano con “partire/ mettere in moto”) di un’attività imprenditoriale. L’attività è incolata però a determinati parametri che devono essere necessariamente rispettati, pena l’impossibilità di potersi avvalere della denominazione “START UP” stessa.

Senza dilungarci troppo in dettagli tecnico-burocratici, possiamo essenzialmente dire che:

  • la mission della START UP deve mirare all’innovazione tecnologica, ovvero essere finalizzata alla produzione di beni e/o servizi di alto valore tecnologico che possono essere prodotti o forniti in larga scala, e successivamente migliorati nell’ottica di un ciclo di Deming continuo;
  • la maggior parte delle forza lavoro impiegata nella START UP deve essere in possesso di formazione accademica e quindi essere altamente specializzata.

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Che vantaggi ci sono nel creare una  “START UP”?

Rispetto alle classiche società, la  START UP segue sicuramente un regime burocratico meno pressante, mentre per il suo avvio non è necessario possedere capitali propri da investire.

Parallelamente agli incentivi fiscali, è possibile inoltre usufruire di tutta una serie di strumenti finanziari che consentono di coprire tutti i costi della fase di ricerca e sviluppo.

Creare una  “START UP”: parole d’ordine “IDEE” e “BUSINESS PLAN”

Naturalmente il rispetto dei parametri  tecnico-burocratici è cosa essenziale per creare una “START UP”, ma altrettanto essenziale e soprattutto indispensabile, è avere l’idea giusta! Perché non analizziamo l’esempio di qualche  START UP che ha già avuto successo? Di sicuro può solo che essere utile.

Alcuni dei brand oggigiorno più noti sono nati proprio come  START UP innovative, e sono sicuro che almeno una volta nella vita avrai usufruito di un loro prodotto o servizio.

Esempi Start up innovative

Alla vista della parola “vacanza”, qual è la prima cosa che ti viene in mente? Relax e nessuno stress, possibilmente spendendo il giusto! Non avrebbe certo senso stressarsi per capire dove sarebbe più opportuno rilassarsi, così come non tutti potrebbero sostenere onerosi costi d’agenzia.

Da questa esigenza è nata ad esempio “TRIP ADVISOR”, che sicuramente conosci già. Come è nata esattamente?

Alla fine degli anni ’90, Stephen Kaufer e sua moglie, una normalissima coppia americana come tante, decise di partire per una vacanza in Messico, ma fecero molta fatica a reperire sul web informazioni riguardanti l’hotel che avevano scelto. Dopo numerose ed estenuanti ricerche, capirono che l’hotel in questione non era il massimo e che era meglio ricercarne un altro. Da qui ebbero l’idea di creare una pagina web che potesse aggregare le varie e numerose opinioni riguardanti i più disparati esercizi turistici. Successivamente, nel 2000, Stephen Kaufer e l’imprenditore Langley Steinert fondarono il sito di “TRIP ADVISOR”, il quale si è innovato numerose volte nel corso degli anni, fino ad arrivare ai giorni nostri.

E’ interessante analizzare che il tutto è partito da un bisogno puramente personale e soggettivo, ma essendo stato adeguatamente sviluppato, ora è in grado di soddisfare i bisogni di milioni di persone del mondo. Quale è stata l’idea vincente? Proporre un servizio che al momento non esisteva, servizio che è stato poi possibile proporre a milioni di persone proprio grazie al web, ovvero grazie alla tecnologia.

Un altro esempio di “START UP” ormai diventata un colosso? Hai mai sentito parlare di “E-BAY”? Certo che sì, e sono anche sicuro che almeno una volta lo avrai usato per vendere o comprare qualcosa. Sai come è nato? Il tutto nacque da un esigenza dell’allora fidanzata di Pierre Omidyar, la quale, dopo aver cambiato città, lamentava il fatto di non riuscire più a scambiarsi gli oggetti con altri collezionisti, come era solita fare.

Da qui la brillante intuizione di  Omidyar, il quale, essendo un esperto informatico, si mise subito all’opera e creò una piattaforma web che permetteva agli utenti di acquistare e vendere i loro oggetti, lasciando dei “feedback” che esprimevano l’affidabilità dei vari venditori/compratori. Nel corso degli anni lo sviluppo del progetto non si è mai arrestato, e ciò che è diventato oggi E-BAY,  ne è la prova lampante. Come nell’esempio precedente, anche in questo caso il tutto è partito da un’esigenza che chiunque di noi potrebbe avere nel quotidiano.

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Il Bel Paese e le “START UP”

Anche il nostro paese ha “sfornato” nel corso degli anni delle ottime START UP innovative, specialmente nel campo informatico. Una su tutte è sicuramente ARDUINO, una piattaforma hardware per il physical computing sviluppata nei primi anni 2000 presso l’Interaction Design Institute di Ivrea.

Sicuramente, uno dei punti di forza di Arduino è stato il fatto di aver concepito progetto in “open source”, ovvero la pubblicazione del codice sorgente (da cui il nome) il quale permette a programmatori distanti di coordinarsi e lavorare allo stesso progetto.

La rivoluzione messa in campo da Arduino è stata quella di creare un supporto hardware open source, in grado a sua volta di interagire con un sistema software open source, cosa che prima risultava assai complicata e laboriosa.

START UP: non solo idee

Una volta trovata l’idea vincente, occorre però avere tutti gli strumenti per poterla realizzare concretamente. Come abbiamo visto sopra, le START UP innovative sono finalizzate alla realizzazione di beni o servizi di alto valore tecnologico, quindi la maggior parte della forza lavoro impiegata deve essere altamente formata e specializzata. Questo naturalmente si traduce in costi che devono necessariamente essere sostenuti. E da chi?

I principali metodi di finanziamento sono i seguenti:

  • Crowdfunding;
  • Venture Capital;
  • Bandi pubblici;
  • Concorsi ed eventi;

Ciò che accomuna questi strumenti finanziari è la necessità, da parte dell’investitore, di capire come verranno spesi i suoi soldi, ovvero capire se investire in quella determinata START UP sarà o meno profittevole.

Il business plan rappresenta sicuramente uno degli strumenti migliori che gli ideatori di START UP hanno a disposizione per convincere i finanziatori ad investire nella loro idea.

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Cos’è e come si realizza un business plan?

In parole semplici, consiste in uno studio di fattibilità riferito a una determinata attività imprenditoriale.

Il business plan permette di capire quali sono i punti di forza e i punti di debolezza, così come è il documento più importante che permette di accedere ai finanziamenti.

Un buiness plan degno di questo nome, in grado di farci accedere ai finanziamenti tanto sperati, è composto dalle seguenti sezioni:

  • Descrizione del business e del contesto in cui si svolgerà;
  • Strategie di marketing e posizionamento;
  • Piano Operativo;
  • Struttura e management;
  • Le risorse di finanziamento;
  • Schemi economico – finanziari;

Riassumendo, le START UP innovative sono uno strumento che consentono potenzialmente a chiunque di sviluppare la propria idea e quindi creare il proprio business.

Come in una qualsiasi altra attività imprenditoriale, il tutto parte dall’avere un’idea vincente e oggi abbiamo tutti gli strumenti che ci consentono di farlo. Non a caso il concetto di START UP sfrutta proprio quella che è l’attuale crescita tecnologica che sta avvenendo oramai a livello esponenziale, infatti uno dei requisiti essenziali per avvalersi della denominazione “START UP” è proprio quello di voler creare un prodotto o un servizio di alto valore tecnologico.

Parallelamente, per quanto possa essere geniale la tua idea, occorre però sviluppare al massimo anche un infallibile piano di marketing, che necessariamente inizia con il produrre un business plan quanto più dettagliato ed esaustivo possibile, in modo da illustrare agli investitori le potenzialità della tua. Non è possibile guadagnare se ti mancano gli strumenti per farlo, e il business plan è la chiave che mette in moto questi strumenti.

Una volta partito, è necessario però rimanere “sempre in testa”, e questo è possibile solo se anche il tuo target di potenziali clienti ha bene impresso nella propria mente il tuo brand, che non è solo un semplice logo o il nome di una persona giuridica iscritta alla Camera di Commercio, ma è come se fosse una nuova creatura partorita dalla tua creatività, dalla tuo impegno e dalla tua perseveranza. Il tuo brand deve semplicemente diventare il tuo BRAND, proprio come lo è stato per COCA-COLA e NIKE.

Parlando di marketing, una volta detto “COCA-COLA”, c’è da aggiungere altro?

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E tu, hai mai pensato di avviare la tua START UP?

Più la società si evolve, più nascono nuove esigenze, e nuove esigenze possono significare nuove possibilità di guadagno mai esplorate prima. Come abbiamo visto dagli esempi sopra, non è necessario avere chissà quale formazione accademica per creare una START UP di successo, e l’idea vincente non parte mai dal puro intento di guadagnare, ma da qualcosa di molto più profondo: risolvere un problema. Quale problema? Beh un qualsiasi problema di cui senti il bisogno di trovare una soluzione, esattamente come lo è stato per TRIP ADVISOR e E-BAY.

Non hai nessuna idea? Prova a guardarti un po’ attorno, analizza la tua realtà locale: cosa manca? Cosa si può migliorare? Cosa renderebbe la vita più comoda?

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